Case Study: posizionamento sui motori di ricerca di un sito mono pagina

E’ il 2014. L’azienda fa realizzare il suo nuovo sito web.

L’anno successivo la direzione aziendale valuta la necessità di sviluppare anche le attività finalizzate a posizionare il sito sui motori di ricerca.

Contatta quindi la Connectica, e nel giro di qualche settimana vengono avviate le attività SEO per posizionare il sito.

L’azienda è leader mondiale nella produzione di un tipo particolare di lame industriali che vengono utilizzate in diversi settori: carta, pellame, conceria, pelletteria e molti altri.

Il plant di produzione si trova in provincia di Torino, anche se i clienti dell’azienda sono sparsi in tutto il mondo: l’azienda è infatti esportatore dei propri prodotti in moltissimi paesi europei ed extra-europei (India, Brasile, Sudafrica, ecc…).

Quando è stato avviato il progetto, oltre alle classiche attività iniziali per valutare la situazione del posizionamento (audit SEO), il mercato di riferimento, i competitors, ecc…, il punto di partenza è stato un primo “sguardo” al sito, per valutarne le problematiche tecniche (ed è di questi aspetti che parleremo in questo articolo).

La prima cosa che abbiamo riscontrato è stato il fatto che il sito era stato sviluppato completamente in php, senza l’utilizzo di nessun CMS, compresa una parte di back-end per l’inserimento in autonomia di press-release, novità, video, ecc…

Il secondo aspetto evidenziato è stata la struttura del sito: di fatto nessuna struttura, in quanto si tratta di un sito mono-pagina, senza alberatura e quindi con moltissime limitazioni rispetto ad un sito con una propria struttura informativa. Una “moda” di quegli anni (tra il 2013 e il 2015 ci fu un boom di questo tipo di siti web).

Altro aspetto importante: si tratta di un sito multi-lingua su dominio .it, nel quale il contenuto delle varie lingue viene caricato in base ad un parametro della URL, quindi in totale assenza della gestione classica dei siti multi lingua tramite sottocartelle per lingue (per esempio: miosito.it/en) o con dominio di terzo livello (per esempio: en.miosito.it), quindi con una ulteriore complessità da far digerire al motore di ricerca.

Problematiche SEO di un sito mono-pagina (o single page application - SPA)

Per chi si occupa di SEO, è molto chiaro che i siti mono pagina possono essere molto “belli” e non presentare problematiche quando l’argomento da trattare è unico, per esempio quando si tratta del sito di un evento.

Nelle altre situazioni, come nel caso dei siti istituzionali, nei quali i contenuti necessitano di approfondimenti da diversi punti di vista, la struttura mono pagina diventa spesso limitante dal punto di vista SEO, perché a parità di contenuti, un sito composto da un’unica pagina limita considerevolmente le opportunità di comparire tra i risultati organici. Oltre ad essere spesso di più difficile fruizione da parte degli utenti (che sono i principali destinatari del sito).

Riportiamo di seguito le principali problematiche generate dai siti mono pagina:

  • Un sito web a pagina singola, viene progettato (in genere) in riferimento ad un unico argomento, per cui le “parole chiave” o gli intenti di ricerca che riesce a soddisfare sono limitati;
  • Questo anche perché, sul sito mono pagina, è più difficile mostrare più contenuti necessari all’approfondimento di uno o più argomenti;
  • Un sito mono pagina può avere un solo insieme di metadati, come i tag “title” e “description”. Questo impedisce, quindi, il cosiddetto “siloing”, cioè la suddivisione del sito web in aree tematiche sulla base degli argomenti e quindi delle parole chiave per cui si vuole posizionare il sito stesso;
  • Inoltre, avere tutto il contenuto dell’intero sito in una unica pagina, significa anche un maggior lavoro per il browser in fase di caricamento della pagina rispetto ad una singola pagina di un sito;
  • La lunghezza e complessità della pagina dovuta al fatto che il contenuto del sito viene caricato tutto insieme, porta anche ad un rischio più elevato che gli spider dei motori di ricerca non riescano a scansionare ed indicizzare l’intera pagina, o perché troppo lunga e complessa o per la maggior probabilità che ci siano degli errori di programmazione (per esempio codici javascript bloccanti o non funzionanti);
  • Altro aspetto critico è la impossibilità (o grande difficoltà) di gestire la linking interna tra i vari contenuti del sito. La corretta gestione dei link tra le pagine di un sito aiuta il motore di ricerca ad indentificare le aree tematiche ed i relativi contenuti presenti sul sito;
  • Relativamente ai link si verifica un altro problema: un sito mono pagina non può ricevere link dall’esterno con “anchor text” specifiche che puntino a specifiche pagine, per cui è più complicato fare link building. Tendenzialmente ogni link in arrivo punterà sempre e solo alla “home page” (che poi è tutta la pagina), il che si traduce in uno sbilanciamento dei backlink che puntano al dominio. Si possono certamente usare le “anchor name” all’interno del testo e puntare il link inserendovi il riferimento all’ancora, ma… cosa succederà quando il sito verrà rifatto e quelle ancore all’interno del contenuto non esisteranno più? Anche in presenza di redirect 301 si perderanno i link in ingresso (certo, è un problema “futuro”, ma un lavoro che non guardi solo all’oggi, deve tenerne conto);
  • Parlando di aspetti molto tecnici: in un sito mono pagina viene limitato l’utilizzo dei pulsanti “avanti” e “indietro” del browser, generando un problema di usabilità da parte dell’utente, in particolare quando, cliccando sul pulsante “indietro” si aspetta di andare sulla “pagina” precedente del sito, e viene invece dirottato sul sito che stava visitando precedentemente al nostro;
  • Ma anche le analisi possono essere influenzate negativamente: gli strumenti di analisi, infatti, si basano sul concetto di “pageview”, che avviene quando durante una sessione di navigazione del sito si passa da una pagina all’altra. Nel caso di un sito mono pagina, dopo il caricamento della prima pagina, tutte le successive azioni che vengono effettuate (click, accesso ad altri contenuti dell’unica pagina, ecc…) vengono gestite internamente dall’applicazione. In questo modo il browser non attiva mai un nuovo caricamento della pagina, impedendo il conteggio corretto delle pageviews.

Implementazioni SEO sul sito mono-pagina

Essendo il sito praticamente nuovo, non era possibile pensare ad un suo rifacimento, pertanto è stato necessario procedere ad ottimizzare quello che era possibile ottimizzare, lavorando su più fronti, anche se tutti on-page.

Ottimizzare il tag "title"

Come abbiamo visto in precedenza, un sito mono pagina può avere una sola meta description. Ma anche un unico tag “title”, quello che compare nella tab del browser per indicare all’utente in quale pagina si trova. Informazione che viene mostrata, insieme  alla “description”, anche nello snippet nei risultati di ricerca e sul quale l’utente clicca per accedere al nostro sito.

Questo tag è molto importante anche ai fini SEO, anzi, uno dei più importanti (anche se nel tempo ha perso un po’ del suo valore).

Per aiutare il motore di ricerca, da questo punto di vista, non era possibile fare nulla, perché il “crawler” di Google legge solo il codice html della pagina, e quindi il titolo che trova indicato in <title></title>. Ma almeno per gli utenti qualcosa si poteva fare: grazie a Google Tag Manager è possibile cambiare “al volo” il tag title sulla base di alcuni parametri, per esempio quando il browser mostra un certo contenuto.

Sfruttando questa possibilità abbiamo fatto in modo di variare il titolo che l’utente vede nella tab del suo browser quando si sposta all’interno del contenuto della pagina. Come sappiamo, Google è sempre molto contento quando facciamo felici i suoi utenti, e noi speriamo, con questo piccolo stratagemma, di aver fatto felice qualche utente che ha potuto capire meglio in quale porzione di contenuto si trova.

Ottimizzare il contenuto del sito mono pagina

Come abbiamo detto i meta tag non possono essere differenziati, ma almeno sul contenuto alcune cose si possono ottimizzare per consentirci di migliorare anche il posizionamento.

Ed è stata questa, dal punto di vista tecnico, la parte principale dell’intervento iniziale.

Creare delle sezioni nel contenuto del sito

Uno degli interventi è stato quello di ridisegnare le principali sezioni del contenuto cercando di simulare il più possibile una “pagina a se stante”, ottimizzandone i contenuti (titoli “H”, testi e immagini) in base alle linee guida SEO.

Abbiamo poi separato i contenuti testuali in elementi DIV dando ad ognuno di essi un identificativo parlante che facesse riferimento a quella porzione di contenuto, con all’interno un proprio H1, ad esempio:

Come sappiamo, per Google possono tranquillamente esistere più tag H1 all’interno della stessa pagina, ed in un caso di questo tipo diventa molto utile poter utilizzare questo tag per ogni sezione, aiutando il crawler ad interpretare il contenuto di quella sezione.

Attenzione: il parametro “id” in questo caso non ha una utilità specifica ai fini SEO, ma è molto utile per organizzare il contenuto. Chissà che questo non favorisca anche una migliore interpretazione da parte del motore di ricerca.

Una volta strutturato in questo modo il contenuto, diventa anche più semplice utilizzare ed ottimizzare gli “anchor link“, quindi i collegamenti all’interno del mega-contenuto, puntando alle “sezioni”.

Accorgimenti tecnici ai fini SEO su sito mono pagina

Un altro accorgimento tecnico è stato quello di indicare agli sviluppatori una serie di migliorie per ottimizzare al massimo il codice html generato, per aiutare al massimo il crawler nel suo lavoro di valutazione e interpretazione di tutto il codice e del contenuto.

C’è poi stata l’implementazione di schema.org, anche se non ha una utilità diretta ai fini SEO. In questo modo, però, è stato possibile distinguere all’interno del contenuto le porzioni in cui si parlava di prodotti (schema “product”) o dell’azienda (schema “organization”). Questo consente anche di fornire al motore di ricerca ulteriori informazioni sui vari cluster di contenuto.

Inoltre, per le parti di contenuto più importanti, sono state create delle vere e proprie pagine html, nelle quali poter inserire tutti i tag specifici (title, description, h1, ecc…), inserendo anche il tag canonical verso la sezione della pagina php.

Implementazioni per le analisi di un sito mono-pagina

Come abbiamo detto, il sito mono pagina genera problemi anche in fase di analisi, in quando non vengono caricate nuove pagine, ma cambia solo il contenuto visualizzato per l’utente.

Anche per la soluzione di questo problema ci siamo affidati a Tag Manager, andando ad intercettare ogni click che viene fatto internamente al sito, per generare degli “eventi” che consentano di simulare il fatto che venga aperta una nuova pagina e consentire un conteggio delle “visite” alle singole sezioni del stio.

Questo ci da modo, sia su Google Analytics che su Google Data Studio, di “contare” le visite alle sezioni, come se fossero visite a pagine diverse, utilizzando il conteggio dei diversi eventi.

posizionamento sito mono-pagina: usare Google Tag Manager per simulare il caricamento di una nuova pagina

Posizionamento dopo le operazioni SEO su sito mono-pagina

Innanzitutto è da chiarire che il sito vive in una nicchia dove i competitors non sono moltissimi, e la competizione è, ovviamente, molto diversa rispetto a “hotel a rimini”.

All’avvio delle attività non avevamo uno storico in quanto Google Analytics non era implementato, ma sin dall’inizio del monitoraggio da parte nostra, abbiamo potuto notare una crescita nel posizionamento delle parole chiave più importanti per il cliente, che sono principalmente informative, ma lo stesso trend è stato riscontrato anche per le keywords più transazionali.

Ad oggi, il sito è nelle prime 4 posizioni in Italia per le principali parole chiave monitorate, ed entro le prime 4 – 6 posizioni per il mercato tedesco, francesce, inglese e addirittura in prima posizione per il mercato portoghese e brasiliano ed in seconda posizione nel mercato spagnolo. Questo nonostante il dominio sia .it ed il contenuto venga caricato tramite un parametro della URL, quindi in assenza della classica struttura a cartelle nazionali (dominio.it/en) oppure di quella con dominio di terzo livello (en.dominio.it).

Conclusioni finali

Per lo sviluppo di un sito che riguarda un argomento unico, o che si esaurisce con contenuto “limitato”, il sito mono pagina, di per se, può non creare problemi di indicizzazione e posizionamento sui motori di ricerca.

Come abbiamo visto,  non si va incontro a grossissimi problemi anche nel caso in cui ci si muova all’interno di serp con non troppi concorrenti e magari in una nicchia specifica. Anche se vanno adottati i giusti accorgimenti per la gestione tecnica del sito.

Per quanto riguarda i siti web istituzionali, da parte nostra consiglieremo sempre la realizzazione di un sito con una struttura informativa che consenta al motore di ricerca di comprendere per ogni singola pagina qual è il contenuto in modo da indicizzarla (e poi posizionarla sui risultati di ricerca) nel modo più corretto, in base a quello che può essere lo specifico intento di ricerca delle persone.

Un sito strutturato è sempre la soluzione migliore!

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