Per la SEO, conta il numero di parole, i grassetti, i plug-in, oppure…

La SEO non è un insieme di regolette da seguire pedestremente



E’ esperienza abbastanza comune quella di ritrovarsi davanti a qualcuno che, quando si parla di posizionamento di un sito web (SEO), fa affermazioni di questo tipo:
  • Per posizionare un sito bisogna scrivere articoli che abbiano almeno 300 parole
  • Per posizionare un sito bisogna ripetere tante volte lo stesso concetto così Google capisce che deve posizionare la pagina per quella parola chiave
  • Per posizionare un sito bisogna scrivere le parole chiave in grassetto
  • Per posizionare un sito bisogna usare un plug-in che provvede alla indicizzazione e al posizionamento

Si, forse nel 2005 era così. Forse…

Nel frattempo Google ha fatto mille cambiamenti, ha rilasciato parecchi aggiornamenti ai propri algoritmi che sono andati sotto i nomi più fantasiosi (Panda, Hummingbird, Penguin, ecc…).

Ad ogni nuovo rilascio “importante” qualcuna di quelle credenze veniva spazzata via come neve al sole. Eppure c’è ancora chi, a fine 2018, con tutti gli strumenti e mezzi di formazione di cui disponiamo, crede ancora a queste favole, mentre invece dovrebbe aggiornarsi, tenersi al passo con le evoluzioni dei motori di ricerca.

L’intelligenza artificiale che Google ha messo in campo ormai da tempo, anche per definire i propri algoritmi, non sottostà a nessuna regoletta facile-facile.

Il posizionamento di un sito (e/o di una pagina) è frutto di studio, prove, analisi, test, esperienza.

La lunghezza del testo deve guidare solo la completezza dell’argomento: se il concetto si può completare con 100 parole, bastano quelle. Se ce ne vogliono 700 se ne scrivono 700. E’ l’esaustività dell’articolo rispetto all’argomento che aiuta la SEO, non il numero di parole!

La ripetizione di una parola chiave o di un concetto deve essere naturale nello svolgimento del testo. Non esiste nessuna regola che dica che la parola chiave debba corrispondere al 2,4% del testo, oppure che si debba ripetere 3 o 5 o 8 volte.

Il grassetto nel testo di un articolo va bene, ma non serve a Google bensì al lettore che potrà capire quali concetti si vogliono mettere in evidenza. Aiuta la SEO perchè aiuta l’esperienza utente sulla pagina (la cosiddetta User Experience), non perché è evidenziato!
 

Un plug-in che aiuta indicizzazione e posizionamento?!? Questa poi è il massimo! Come se un plug-in, quindi un pezzo di software, fosse in grado di gestire la complessità degli algoritmi di un motore di ricerca. Questo non aiuta proprio per niente la SEO, anzi, rischia di distogliere l’attenzione dalle cose fondamentali (specialmente quando si parla del “famoso” Semaforo di Yoast)!

E non lo diciamo noi! Sono il frutto dell’esperienza e dello studio dei maggiori esperti di questa materia:

Giorgio Taverniti (relativamente alla lunghezza del testo):  SEO & Lunghezza IDEALE dei Contenuti: un concetto inesistente!

Riccardo Esposito (sull’uso del grassetto per posizionare una parola chiave): SEO e grassetto: quale rapporto?

Giorgio Taverniti (relativamente ai plug-in per posizionare il sito e sulla ripetizione dei concetti – keyword density & keyword stuffing): Semaforo Yoast? Boiate SEO!

Insomma, la SEO non è un pratica per stregoni o guru, e va fatta con cognizione di causa. E soprattutto, se pensi di lavorare ancora come 10 anni fa, allora non aspettaterti risultati soddisfacenti (a meno che il tuo sito non sia l’unico presente per un certo argomento).

Per finire ti lasciamo con questo bellissimo video, sempre di Giorgio Taverniti, sulle tecniche SEO che spaccano. Buona visione.