Potatura di un sito web: istruzioni per l’uso

Potatura di un sito web: istruzioni per l'usoChe cos’è la potatura? Potatura: “operazione di asportazione di rami o parte di rami o radici allo scopo di dare o mantenere una forma prestabilita, di regolarne o migliorarne la produzione dei frutti o di sopprimerne parti invecchiate o malate”. In breve, rimuovendo i rami più vecchi e privi di vita, si potenzia la pianta e si favorisce la sua crescita. In particolare, la potatura determina i seguenti benefici:
  • consente alla luce di raggiungere tutti gli steli
  • evita la diffusione delle malattie
  • aumenta la produzione

Proprio come avviene per le piante, l’attività di potatura in un sito web (soprattutto per quelli che hanno uno storico importante o che sono popolati da migliaia di pagine) è un passaggio fondamentale della strategia, perché consente una vera e propria rigenerazione. 

L’attività di potatura, infatti, prevede il taglio dei rami secchi per potenziare quelli che restano e dare una spinta in SERP alle pagine strategicamente importanti.

La potatura dei contenuti non è una tecnica che riguarda solo siti di un certo tipo (ad esempio solo siti piccolo o solo siti grandi, piccoli brand, ecc) perché il problema della convivenza di pagine simili e semanticamente sovrapponibili accomuna tantissimi siti, anche molto diversi tra loro: e-commerce, portali editoriali, siti che promuovono servizi, ecc.

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La potatura dei contenuti richiede un’analisi propedeutica e la successiva valutazione delle pagine del sito analizzate, per rimuovere quelle di scarso valore. È un processo che consente di rimuovere i contenuti più vecchi, non più attuali o che hanno perso valore, per poter dare maggiore forza e visibilità ai contenuti più recenti e più in linea con le aspettative degli utenti che visitano il tuo sito.

Fino a qualche tempo fa (neanche troppo lontano) molti proprietari e gestori di siti – ma anche copy, editor, ecc – erano convinti che un numero elevato di pagine facesse rima con qualità e maggiore visibilità in SERP.

Il ragionamento seguiva questa logica: più pagine ci sono sul sito, più alte sono le possibilità di visibilità e di posizionarsi in SERP.

Questo ha comportato, in molti casi, una vera e propria corsa al contenuto…Urbi et Orbi proprio perché alcuni ritenevano che avere un numero alto di pagine pubblicate fosse un aspetto gradito al motore di ricerca.

Ma non avevano fatto i conti con il crawl budget…

Cos’è il crawl budget?

Per semplificare, il crawl budget può essere definito come l’insieme del tempo e delle risorse che il motore di ricerca decide di dedicare a ciascun sito ogni volta che lo visita e la frequenza con la quale deciderà di tornare a scansionare le tue pagine.

Il breve, il tempo che il bot di Google dedica alle pagine del tuo sito è limitato e occorre ottimizzarlo. Per questo, è fondamentale evitare di sprecare questo tempo facendogli visitare pagine inutili, o ridonanti, perché far perdere al bot di Google significa inficiare negativamente sulla considerazione finale e sul giudizio complessivo che il motore di ricerca avrà del tuo sito. Questo, naturalmente, si ripercuoterà sui posizionamenti in SERP, sulla visibilità delle tue pagine e – di conseguenza – sul tuo traffico.

Occorre ricordare quindi che più pagine inutili ci sono sul tuo sito, maggiore è il crawl budget che andrà sprecato, con il rischio che Google – nel tempo a disposizione per la scansione del tuo sito – visiterà pagine inutili, tralasciando quelle di maggior qualità.

Ogni pagina presente sul sito, quindi, deve avere un valore in sé, la sua presenza deve essere motivata, altrimenti (con molta probabilità) può essere ritenuta inutile.

Perché potare un sito web?

La potatura rappresenta una tappa importante per verificare e migliorare lo stato di salute del tuosito, indipendentemente dal fatto che abbia registrato un calo di traffico o di visibilità. Il processo di potatura, infatti, permette di evitare criticità e salvare il tuo sito prima che Google lo rivaluti negativamente, ma naturalmente, se hai notato dei cali, è un ottimo strumento/occasione per poter bonificare il tuo sito e tentare di recuperare il traffico perduto.

Quando si vuole migliorare la visibilità di un sito, generalmente, si percorrono diverse strade parallele per poter toccare e potenziare tutti gli aspetti: si fa un audit tecnico, si interviene sull’architettura informativa, si migliorano i contenuti, si creano nuove pagine, si potenziano quelle attualmente presenti con i link interni, si fa una campagna di link building, ecc.

L’aspetto che viene spesso sottovalutato, e che va considerato invece alla stregua di tutti gli altri, è proprio la potatura. Per un sito che viene aggiornato quotidianamente con pagine nuove, è consigliabile prevedere un’analisi specifica almeno ogni 5-4 mesi.

Ogni sito ha dei contenuti “sempreverdi”, in grado di attirare traffico organico in ogni momento dell’anno, indipendentemente dalla stagionalità; poi ce ne sono altre che – a distanza di tempo e previa analisi specifica – risultano come delle foglie morte, da potare.

In breve, nell’indice di Google dovrebbero esserci solo le pagine davvero interessanti per il business del sito, quelle che davvero desideri far trovare al motore di ricerca e agli utenti. Se – all’interno dell’indice – ci sono contenuti di bassa qualità e di scarso valore, che non risultano utili per l’utente finale, questo potrebbe incidere negativamente sulla considerazione generale che il motore di ricerca ha del tuo sito.

Questo potrebbe comportare conseguenze negative per la visibilità e – più in generale – lo stato di salute del tuo sito, che dovrebbe essere pulito e offrire un’esperienza utente piacevole.

Che vuol dire pulito?

Un sito pulito è privo di pagine ridondanti, inutili o di scarso valore, che vanno quindi rimosse o migliorate.

Ricorda sempre che un sito è un ecosistema, caratterizzato da un suo equilibrio: la crescita a dismisura di pagine simili va ad alterare questo equilibrio. L’alterazione di questo equilibrio genera uno spreco di crawl budget.

Vantaggi della potatura

Effettuare con una certa periodicità un’analisi specifica sui contenuti presenti sul sito (ad esempio in occasione di una migrazione) consente di capire:

  •  se ci sono dei contenuti da valorizzare e recuperare (che hanno quindi delle opportunità ancora non sfruttate)
  •  se ci sono dei contenuti da eliminare (che fanno solo perdere tempo al motore)
  • quali argomenti o tipologie di contenuti sono vincenti rispetto agli altri
  •  quali argomenti o tipologie di contenuti – al contrario – vengono ignorati dal motore

Potare significa avere:

  • una distribuzione migliore della link juice e page rank, che, in questo modo, non vengono dispersi su pagine inutili
  • lasciare le pagine davvero utili per il motore e per gli utenti
  •  ottimizzare il crawl budget
  • comunicare al motore quali son i temi sui quali siamo davvero esperti

Quali sono i motivi per tenere una pagina?

  • Genera traffico organico
  • riceve link in ingresso
  • serve a rafforzare semanticamente un’altra pagina grazie ai link interni
  • converte (pur facendo poco traffico)
  • occorre necessariamente prevederla nel sito per motivi legali/burocratici/di servizio

Che cosa si intende per pagina inutile?

  • Pagina duplicata
  • Pagina che tratta lo stesso argomento ma con un focus leggermente diverso
  • Pagina di aggiornamento su un argomento già trattato in passato
  • Pagine tag identici o simili (quando la strategia di tag non è stata creata a monte)
  • Pagine di contenuto di basso valore (pieno di ridondanze, scontati, copiati, ecc)

Capita frequentemente, per i siti che hanno un certo storico e migliaia di pagine online, di avere post obsoleti, che richiedono un aggiornamento o delle integrazioni, ma sempre più frequentemente post ridondanti, che parlano della stessa cosa in modi differenti.

Sono questi i principali casi per i quali è opportuno valutare l’opportunità di potare il proprio sito.

Secondo John Mueller: “it is always preferred to improve your content but if you cannot do that then removing the content is fine”.

Da dove iniziare la potatura?

Per affrontare con cautela e con la giusta attenzione la potatura dei contenuti a fini SEO è fondamentale raccogliere i seguenti dati e le relative metriche:

Quello che ti serve per partire è:

  • l’elenco di tutti gli URL del sito (Screaming Frog o similari)
  • l’elenco di tutte le pagine monitorate in Search Console
  • l’elenco di tutte le pagine indicizzate su Google (con Seoquake*)
  • l’elenco delle pagine che generano traffico organico (Google Analytics e Search Console)
  • l’elenco delle pagine che convertono di più (Google Analytics e Search Console)
  • l’elenco delle pagine con link in ingresso (da Search Console e Majestic o Href)
  • posizionamento su Semrush (URL, keyword e posizione media delle kw)

Per ogni URL, dovrai avere i seguenti dati degli ultimi 12 mesi:

  • traffico organico degli ultimi 12 mesi
  • frequenza di rimbalzo degli ultimi 12 mesi
  • clic totali, impressioni e CTR medio
  • link in entrata.

* Per accelerare il processo, è opportuno modificare alcune impostazioni dal motore di ricerca. Va’ alla pagina delle impostazioni di ricerca, imposta i “risultati per pagina” e alza la barretta fino al valore massimo di 100, così potrai vedere più risultati per pagina. A questo punto, usando il comdando site: miosito.it otterrai solo i risultati effettivi che vengono visualizzati nella pagina dei risultati del motore di ricerca. Fatto questo, attivando SeoQuake, puoi estrarre facilmente la lista di tutte le pagine che si trovano attualmente nell’indice del motore di ricerca.

Come identificare il contenuto da potare?

Effettuare un controllo approfondito dei tuoi contenuti ti consentirà di vederci più chiaro; occorre tener presente che nei siti con migliaia di pagine e con uno storico importante spesso si perde anche il controllo di quello che si è pubblicato.

Ti ricordi tutto quello che c’è sul tuo sito? Probabilmente no! Ecco allora il metodo più semplice per effettuare un’analisi mirata al tuo sito in ottica di potatura.

Raccogliendo gli URL con tutti questi strumenti, hai la possibilità di avere realmente un elenco completo e veritiero di tutte le pagine del tuo sito.

Fondi tutto in un unico file, in modo da avere tutto sotto controllo facilmente e da questo elenco che otterrai elimina:

  • le pagine che sono in “noindex” e quelle già escluse con le istruzioni inserite nel robots.txt
  • le pagine di “servizio” che devi necessariamente lasciare sul sito
  • URL con parametri (gestiti ad esempio con canonical)
  • paginazione di categorie e sottocategorie (gestite ad esempio con rel=prev e rel=next)

A questo punto, dall’elenco degli URL che resta, identifica:

  • tutte le pagine che registrano i posizionamenti più bassi
  • tutte le pagine che registrano il traffico organico più basso
  • tutte le pagine che convertono meno (click, impression e CTR)
  • tutte le pagine che hanno un text ratio più basso

Inoltre, per ogni URL crea poi un’altra colonna in cui scriverai – in una parola – l’argomento trattato. In questo modo poi sarà più semplice identificare (tramite un semplice filtro Excel) quali pagine affrontano lo stesso macro-argomento.

A questo punto hai tutto pronto per il piano di attacco: puoi effettuare la tua analisi partendo proprio dalle pagine che hanno il numero più basso di visite da organico, quelle che i posizionamenti più bassi e quelle che hanno il numero più basso di parole nel testo (text ratio).
Parti da un elenco con tutti questi URL.

Processo di valutazione

Nel momento in cui hai identificato le pagine sulle quali lavorare, devi procedere con una valutazione specifica per ogni pagina.

Questa pagina che registra poco traffico e che ha scarsa visibilità è semanticamente sovrapponibile ad una pagina che parla dello stesso argomento e che dà buoni risultati in termini di traffico e posizionamenti?
Se la risposta è sì, puoi integrare il contenuto di questa pagina dallo scarso valore in quella che performa meglio?

Se la risposta è ancora affermativa, allora ti conviene integrare il contenuto (armonizzandolo, evitando ridondanze, ecc) e redirezionare con un 301 la vecchia pagina alla nuova.

Se la risposta è no, chiediti se puoi migliorare questa pagina modificando il focus dell’articolo e ottimizzandola per parole chiave ancora non affrontate sul sito.

Se la risposta è sì, fai un’analisi delle keyword e riscrivi il contenuto in funzione delle keyword individuate. Avrai così creato un contenuto inedito, fresco e in grado di intercettare nuove ricerche.

Se la risposta è no, chiediti ancora: devo lasciare la pagina per motivi legali, di policy aziendale, ecc? Se la risposta è sì, lasciala attiva.

In questo caso puoi valutare – ad esempio – se lasciarla indicizzabile (e indicizzata) e migliorarla dal punto di vista del contenuto, tone of voice, formattazione, link interni oppure al contrario – valutare se inserire il tag “noindex” e – una volta eliminato il risultato dalle SERP – puoi bloccarlo dal robots.txt per evitare che il motore persa tempo a richiederlo e scansionarlo (a seconda del ruolo della pagina).  

Se la risposta è no, effettua un 301 verso la pagina semanticamente simile o – se invece il traffico è minimo e non ci sono link in entrata – fai in modo che risponda con uno status code 410 (o 404) ed elimina tutti i link interni che puntano a questa pagina.

Nota generale

Di fronte ad una pagina che dà scarsi risultati, chiediti sempre se il contenuto della pagina è molto simile al contenuto presente in un’altra pagina del sito (o eventualmente ad altre pagine del sito) e se è quindi stata ottimizzata per parole chiave già affrontate e trattate da altre pagine, che attualmente portano traffico organico, registrano conversioni e attirano link.

In caso affermativo, chiediti se puoi accorparla ad un’altra pagina che performa meglio (e redirezionarla). In tal caso, sfrutta questa occasione per capire se la pagina che performa meglio può essere – a sua volta – migliorata.

Se non è possibile accorparla, elimina la pagina e valuta di utilizzare questo contenuto per la creazione di un post da pubblicare altrove (link building).

-> Fai la stessa cosa se le pagine duplicate sono diverse e ricorda sempre di aggiornare i link interni.

Se, invece, questa pagina corrisponde ad un una variante/filtro di “colore”, “taglia” di un prodotto presente su una pagina differente, valuta la possibilità di rappresentare questi filtri con delle “faccette”, sostituendo l’URL della variante filtro con un’ancora # interna alla pagina prodotto. In alternativa, è opportuno canonicalizzare l’URL (qualora tu non lo abbia già fatto) e rimuovere l’URL dalla sitemap XML.

Se invece la risposta è negativa – e quindi il contenuto è unico all’interno del sito e risponde pertanto a keyword/query non trattate altrove – studia come migliorare la pagina.

Cosa puoi fare?

  • fai una ricerca keyword ad hoc o approfondisci quella che avevi fatto
  • aggiornare e attualizzare il contenuto;
  •  arricchire il testo con informazioni nuove e più dettagliate;
  • inserire immagini e video (e relative trascrizioni);
  • inserire delle FAQ
  • inserire dei link interni da e verso questa pagina

In sintesi, le domande che devi porti di fronte a una pagina di basso valore:

  • posso aggiornarla, migliorarla o integrarla? In questo caso, dopo l’implementazione la pagina resta attiva (status code 200)
  • posso valorizzarlo linkandolo dalla homepage o modificando la navigazione del sito? Anche in questo caso, dopo l’implementazione la pagina resta attiva (status code 200)
    – posso inserire il contenuto di questa pagina in un’altra in cui si parla dello stesso argomento ma che performa meglio? In questo caso, dopo l’implementazione la pagina vie e redirezionata con un 301 verso quella che performa meglio e andranno aggiornati anche i link interni
  • devo eliminarla perché non ha alcun valore e non riceve quindi neanche dei backlink? In questo caso, la pagina dovrà rispondere 410 e andranno aggiornati i link interni.

ALTRO METODO: più semplice e rapido (meno approfondito)

Come identificare i contenuti da potare?

Identificare tutte le pagine che negli ultimi 6 mesi non hanno registrato traffico
Identificare tutte le pagine che hanno meno di 100 impression (sempre negli ultimi 6 mesi) e che – allo stesso tempo – si posizionano con keyword che hanno poche possibilità di miglioramento.

Dall’elenco di pagine individuate, elimina quelle che contengono dei link a pagine strategiche.

Vai su Search Console -> Rendimento –> Apri Rapporto -> Seleziona gli ultimi 6 mesi -> Scarica e prendi in considerazione solo le Pagine, con tutti i relativi valori.

A questo punto basta filtrare per numero di impression, iniziando a lavorare su quelle che – negli ultimi 180 giorni – non hanno registrato click, quelle che hanno registrato meno di 100 impression e che si posizionano con keyword molto deboli. Ricorda di togliere da questo elenco tutte le pagine che eventualmente contenessero dei link a pagine strategiche.

Per effettuare quest’ultimo controllo, inserisci la lista di URL in un tool di crawling come Screaming Frog, Visual SEO Studio, SiteBulb, ecc e analizza i link interni che partono da queste pagine (outlinks).

A questo punto, per evitare di eliminare delle pagine con del potenziale, non resta che un ulteriore controllo: con Semrush analizza le keyword in top 100 e vedi se – tra queste – ci sono degli URL che tendono a posizionarsi con delle keyword che hanno del potenziale e sulle quali non hai ancora lavorato.

Hai ancora dei dubbi su una pagina e non sai se eliminarla o tenerla? Nel dubbio, tienila!

I metodi per poter ripulire un sito

Adesso che hai identificato le pagine di basso valore, che meritano quindi una ripulita, occorre procedere con le attività di potatura. Ma attenzione: rimuovere dei contenuti non significa necessariamente eliminarli tour court.

Sebbene il termine “potatura” suggerisca l’eliminazione (ovvero la cancellazione di una o più pagine di basso valore), in realtà la strategia di potatura prevede una valutazione approfondita, che può portare a soluzioni leggermente differenti:

  • revisione/integrazione del contenuto
  • aggiornamento del contenuto
  • fusione di due o più contenuti
  • eliminazione del contenuto
  • valorizzazione-spostamento del contenuto
  • deindicizzazione dei contenuti

Cosa devo fare con i contenuti eliminati?

Potare – come detto prima – non significa sempre e solo eliminare le pagine e reindirizzare la vecchia pagina verso un contenuto simile.

Spesso potare un contenuto può significare semplicemente trasformarlo in un contenuto utile e ricco di potenzialità, dandogli così una nuova linfa vitale, attraverso la riscrittura del testo accompagnato eventualmente da un cambio di focus e parole chiave.

In alcuni casi, può significare semplicemente de-indicizzare alcune pagine – per varie ragioni – devono continuare ad essere disponibili sul tuo sito ma che non vuoi inserire nell’indice del motore di ricerca.

Inoltre, un’operazione di potatura potrebbe significare rivedere l’architettura informativa e magari prevedere dei menu di navigazione secondari che possano valorizzare dei contenuti attualmente poco visibili e difficili da raggiungere.

Non fare le cose di fretta!

Eliminare alcune pagine o deindicizzarle è una decisione impegnativa e importante, pertanto va affrontata con cautela e solo quando non ci sono alternative valide.

In linea generale, la potatura dei contenuti è una soluzione valida per poter valorizzare le pagine del tuo sito e dargli quindi un boost in SERP, ma – se fatta in modo frettoloso – è un’operazione potenzialmente pericolosa, pertanto va affrontata con calma.

Accertati sempre che tutte le pagine strategicamente importanti per il tuo business (che ti portano più traffico e soldi e le pagine che linkano queste pagine) siano tutte online e indicizzabili.  

Appurato questo, ricorda anche che effettuare un’analisi puntuale di un sito in ottica di potatura SEO richiede spesso molto più tempo di quello previsto per la scrittura dei contenuti. In pratica, in questo caso si fa prima ad aggiungere che a togliere.

Per far crescere correttamente il tuo sito devi – da un lato – prevedere sempre nuovi contenuti utili e aggiornati, dall’altro rivedere o rimuovere i vecchi, a seconda delle potenzialità di ciascuno.

Ignorare questo aspetto potrebbe mettere un vero freno a mano alla crescita dei tuoi posizionamenti in SERP e danneggiare, quindi, la visibilità delle tue pagine.

Quando prevedere una potatura?

1) Quando hai un calo di traffico importante

Tra i motivi ci potrebbe essere una difficoltà del motore di ricerca a capire quale pagina posizionare a fronte di una determinata keyword/query. Puoi aiutarlo, andando ad alleggerire il tuo sito, sfrondare le tue pagine e valorizzare quelle di maggior valore.

2) Quando stai per fare una migrazione

La mappatura degli URL in vista di una migrazione è un’ottima occasione per prevedere anche un intervento di potatura. Quando fai un trasloco, valuti oggetto per oggetto cosa buttare e cosa tenere: fai la stessa cosa con il tuo sito.

3) Quando il sito ha uno storico importante e non hai mai potato le tue pagine.

Anche se hai una frequenza di pubblicazione bassa, se hai accumulato uno storico di diversi anni, potresti pubblicato una quantità importante di pagine e aver bisogno di un’operazione di potatura.

4) Quando pubblichi pagine con un’alta frequenza e inserisci quindi numerosi contenuti a settimana.

Contrariamente al caso precedente, se pubblichi frequentemente, anche se il tuo sito ha pochi anni di età e quini uno storico ridotto, potresti aver bisogno di una potatura alle tue pagine.

Considerazioni extra

1) A volte il problema potrebbe risiedere nella profondità della struttura di navigazione: l’articolo potrebbe essere difficile da trovare. Fa’ un’analisi del menu di navigazione, della paginazione, dei livelli di profondità e valuta l’opportunità di creare delle pagine tag “tematiche” (hub semantici) per sviluppare il sito non solo in profondità, ma anche in orizzontalmente.

2) Dopo aver concluso le attività di potatura dei contenuti, oltre ai link interni, andrà aggiornata anche la sitemap XML. Qualora il numero delle pagine modificate fosse consistente, potrebbe essere opportuno creare una sitemap XML ad hoc, da dare in pasto al motore di ricerca via SearchConsole per attirare la sua attenzione e spingerlo a rivalutare presto questi URL.

3) Se pensi che un contenuto da eliminare possa essere utile, conservalo da qualche parte, perché potrebbe essere riutilizzato in futuro sul sito, su un altro sito o in un guest post.

4) Approfitta di questa analisi e queste revisioni per migliorare/uniformare il tone of voice
inserire e ottimizzare le immagini, valorizzare il contenuto con un video, migliorare e inserire dei
link interni.

Gestire (e potare) correttamente i link interni

La gestione del linking interno è un altro aspetto estremamente importante della potatura di un sito. Spesso, infatti, proprio come accade per la produzione dei contenuti, si tende a inserire all’interno di un singolo articolo un numero elevatissimo di link (anche 12-14 link).

Questa strategia non fa che diluire eccessivamente il valore di ciascun link, pertanto ridurre il numero di collegamenti interni a non più di 3-5 link in ogni articolo (ovviamente dove occorre ed è opportuno) aiuta a ottimizzare il link juice e a distribuirlo in maniera ottimale.

Alcune raccomandazioni di riepilogo

  • Identifica i contenuti poco performanti, soprattutto in termini di visite e link in ingresso
  • Prima di gettare via un contenuto, accertati che non possa essere migliorato o aggiornato
  • Crea un file dove inserirai tutte le modifiche che andrai a fare e conserva i contenuti eliminati, in modo che – in caso di errori di valutazione – puoi sempre tornare indietro
  • Per ogni contenuto valuta se integrare/aggiornare il contenuto, fondere/accorpare il contenuto ad altri contenuti o eliminarlo tour court à In ogni caso è fondamentale un redirect 301 verso un contenuto simile. Se invece proprio non performava affatto, te ne puoi liberare con un 410; è il caso – ad esempio – delle pagine tag di generate erroneamente o senza criterio.
  •  Una volta redirezionati gli URL, aggiorna anche i link interni per evitare catene di redirect (e di disperdere crawl budget).
  • cerca di fare tutte le modifiche in un lasso di tempo breve (al massimo una settimana), pertanto è opportuno fare un’analisi dettagliata e poi apportare le modifiche tutte insieme, in modo da ridurre i tempi di analisi/rivalutazione di Google.

Verdiana Amorosi è una SEO specialist, giornalista, con formazione universitaria umanistico – tecnica. Ha lavorato in alcune delle più note web agency italiane come SEO Specialist per brand grandi e medi.  Si occupa di SEO da circa 10 anni e investe parte del tempo libero in formazione e aggiornamento. Tiene periodicamente webinar, seminari e corsi sulla SEO per manager e giornalisti.

Puoi contattarla tramite il suo sito ufficiale: Seo Checklist

Se sei interessato a questo argomento, puoi anche rivedere il webinar che Verdiana ha tenuto per SemRush

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