Google+: un “morto” che parla molto chiaramente

Da tutti noi del team Google+,
un grazie di cuore per aver reso Google+ un posto davvero speciale.

Inizia in questo modo il laconico comunicato con cui Google accoglie chi cerca di accedere alla home page di Google+, il social network col quale ha cercato in questi anni di controbattere lo strapotere di Facebook.

E’ sembrata fin dall’inizio una sfida azzardata, ma quando c’è di mezzo Google nulla sembra impossibile.

La forza dell’azienda proprietaria del re dei motori di ricerca non è però stata sufficiente, e la chiusura definitiva di Google+ ha decretato il successo del “social blu” in questa battaglia.

In uno scenario come questo, potrebbe sembrare che l’unico perdente sia Google+. Noi crediamo che non sia così.

Google+, un social network ormai defunto che ci dice molto sulle piattaforme non proprietarie

Pensiamo che le vittime principali della chiusura di Google+  siano prima di tutto coloro che hanno puntato la loro presenza sul web unicamente (o principalmente) su una piattaforma non proprietaria come un social network.

Già in un nostro recente articolo avevamo parlato di quale debba essere la scelta corretta tra “pagina social vs sito web“.

Con la chiusura definitiva della piattaforma social di Google è diventato evidente che è necessario porre l’attenzione proprio sul fatto che nei social “non siamo a casa nostra” e che è estremamente importante usare questi mezzi in modo oculato, all’interno di una strategia più ampia, che non può che basarsi sul proprio sito web, e che tutto il resto deve essere solo un corollario.

I social, piattaforme nelle quali si è solo ospiti, sono anche questo: un ambiente che nel giro di poco tempo può chiudere, rendendo vano tutto il tempo ed il denaro investiti nella gestione delle pagine e nei contenuti pubblicati. E se non si arriva alla chiusura dell’intera piattaforma, come in questo caso, si può arrivare all’oscuramento della propria pagina aziendale per svariati motivi. Con lo stesso identico effetto: sparire dalla circolazione.

Quando operiamo sul sito web, invece, lo facciamo in casa nostra, dove tutto dipenderà solo ed esclusivamente dalle nostre scelte.

Probabilmente la messa on-line di un sito web e la sua gestione costa più della gestione di una fan page su un social network, ma rimarrà per sempre nostra. E se faremo tutte le necessarie opere per un buon posizionamento sui motori di ricerca, il nostro sito potrà essere trovato anche da chi non ha un account sui social network, o da chi magari è presente sui social che noi non presidiamo.

C’è una piattaforma non proprietaria su cui è conveniente investire? Su questo ci sentiamo di dare una risposta positiva (almeno per adesso), pensando a Google My Business, l’ambiente in cui le aziende possono rendere vitale la propria presenza, e favorire la propria presenza nei risultati di ricerca di Google. Ma non si tratta di un social, bensì di uno strumento messo appositamente a disposizione delle aziende e delle attività commerciali, per integrare le proprie informazioni anche con Google Maps.

Per finire, se dovessimo consigliare una presenza esterna al proprio sito, consiglieremmo Google My Business e Google Maps.